
Era il 13 ottobre 1917, un sabato freddo e piovoso nella campagna portoghese di Fatima. La Cova da Iria, quel campo desolato che da mesi attirava folle curiose e penitenti, si era trasformata in un mare di fango e ombrelli. Si dice che fossero settantamila, forse di più, gli uomini, le donne e i bambini accorsi da ogni angolo del Portogallo per assistere a un prodigio promesso da tre piccoli pastorelli. Tra loro c’erano contadini e nobildonne, credenti e scettici, giornalisti, professori, medici, preti e perfino atei dichiarati. Tutti con lo sguardo teso verso un cielo cupo, che sembrava non voler concedere nulla all’attesa.
Lucia, la più grande dei tre veggenti, stava inginocchiata sul fango con Francesco e Giacinta accanto. Poco dopo mezzogiorno sollevò la voce tremante e disse che la Signora era lì, sopra il leccio. Le persone attorno videro il volto della bambina illuminarsi e sentirono un mormorio diffondersi come un’onda nel silenzio, poi accadde qualcosa che avrebbe segnato per sempre la memoria di quel popolo.
La pioggia cessò di colpo, come tagliata via da un soffio invisibile, le nuvole si aprirono, rivelando un sole pallido, velato, che sembrava un disco d’argento e nessuno osava guardarlo troppo a lungo, eppure, come in una danza misteriosa, quel sole cominciò a muoversi. Ruotava su se stesso, scintillava, lanciava lampi di luce che si riflettevano sulla folla e sui campi.
Improvvisamente il sole parve staccarsi dal firmamento e si librò come una ruota di fuoco e si abbatté verso la terra, zigzagando in modo mai visto prima. Un grido unico, spaventato e commosso, si levò dalla moltitudine, alcuni caddero in ginocchio nel fango, altri si coprirono il volto convinti che fosse giunta la fine del mondo mentre altri pregavano a voce alta, baciando il suolo e piangendo. Poi, con la stessa rapidità con cui era iniziato, il sole risalì dolcemente al suo posto e tornò a brillare placido nel cielo limpido. I presenti si accorsero allora che i loro vestiti, fino a poco prima fradici, erano perfettamente asciutti.
La Madonna aveva annunciato quel segno ai tre pastorelli nella precedente apparizione di settembre in cui aveva promesso che nell’ultima visita Dio avrebbe compiuto un grande miracolo perché tutti potessero credere. Quell’annuncio era stato ripetuto più volte da Lucia alle folle che accorrevano alla Cova da Iria, così, quando il sole iniziò la sua misteriosa danza, il popolo comprese che quel fenomeno era la risposta celeste a quella promessa. Per la fede di molti fu la conferma che il cielo parlava davvero, che la Madre di Dio si era chinata su un’umanità smarrita per richiamarla alla preghiera e alla conversione.
I giornali del tempo, anche quelli anticlericali, non poterono ignorare l’evento. Il quotidiano O Século di Lisbona, noto per il suo spirito laicista, dedicò un ampio articolo a quella che definì “la danza del sole”. Il giornalista Avelino de Almeida scrisse di aver visto con i propri occhi il sole tremare e ruotare in modo mai osservato prima, lanciando bagliori multicolori che dipingevano la folla e il paesaggio. Il Diário de Notícias e altri periodici riportarono testimonianze concordi di persone che si trovavano a chilometri di distanza e che avevano visto lo stesso fenomeno. Non si trattava di una visione privata, ma di un avvenimento collettivo, reale, che sfidava ogni spiegazione scientifica.
Molti anni dopo, alcuni testimoni ricordarono quel giorno come un confine tra il cielo e la terra. Alcuni dissero di aver provato un timore sacro mai più dimenticato, altri raccontarono la pace che li aveva invasi quando il sole tornò a brillare come prima., anche chi non credeva dovette ammettere che qualcosa di grande, di inspiegabile, era accaduto.
La Chiesa, prudente come sempre, impiegò anni per esaminare ogni dettaglio ma alla fine riconobbe la soprannaturalità delle apparizioni e la verità di quel segno concesso al mondo. Ogni 13 ottobre, migliaia di pellegrini si radunano nella Cova da Iria, dove sorge il grande Santuario di Nostra Signora di Fatima. Quando il sole cala dietro le colline e i fedeli accendono le candele, sembra quasi di sentire ancora quel silenzio sospeso, quella paura e quella gioia di chi, per un istante, vide la luce di Dio attraversare il mondo.